Fotografia astronomica con una fotocamera compatta

La fotografia astronomica non è certo il campo d’eccellenza delle fotocamere compatte, tuttavia con alcuni accorgimenti e un po’ di elaborazione digitale è possibile ottenere qualche buon risultato. In questo […]

La fotografia astronomica non è certo il campo d’eccellenza delle fotocamere compatte, tuttavia con alcuni accorgimenti e un po’ di elaborazione digitale è possibile ottenere qualche buon risultato.
In questo articolo vediamo come sia possibile eseguire una fotografia del cielo stellato utilizzando una semplice macchina fotografica digitale in grado di registrare pose fino a 15″.

Fotocamera compatta e  treppiede portatile

Fotocamera compatta e treppiede portatile

Gli strumenti necessari per questo tipo di riprese sono:
– Fotocamera con supporto alla posa “B” (spesso le compatte non consentono un tempo d’esposizione a piacimento ma hanno un limite massimo di alcuni secondi di posa. Ce li faremo bastare)

– Treppiede di qualsiasi tipo. Va benissimo anche un treppiede portatile come quello in foto.
Per cominciare, posizioniamo la macchina fotografica all’aperto, e selezioniamo un tempo di posa di una decina di secondi e una sensibilità attorno ai 200 ISO.

– Perchè non esagerare col tempo di posa: al fine di evitare una spiacevole scia delle stelle dovuta all’effetto della rotazione terrestre, il tempo massimo di posa consigliato è calcolabile con la seguente formula:

Tmax = 550 / focale eqivalente 35mm

Se utilizziamo una focale equivalente di 50 mm, allora il tempo massimo di posa sarà 550/50=11″. A focali maggiori il tempo massimo per evitare l’effetto scia diventa naturalmente minore, mentre a focali minori si può aumentare il tempo d’esposizione. E’ quindi consigliabile effettuare le fotografie con una focale bassa ma con tempi di posa non eccedenti quelli calcolati con la formula riportata.

– Perchè non esagerare con la sensibilità: si potrebbe essere portati a pensare che maggiore è la sensibilità impostata e maggiore sarà il numero di stelle fotografate. Ciò non è del tutto vero. Le fotocamere compatte hanno una grana molto evidente a sensibilità elevate, che si evidenzia ancora di più con tempi di posa lunghi. Utilizzare una sensibilità troppo alta avrebbe come risultato quello di confondere la grana con le stelle, producendo una fotografia di scarsa qualità.

– Impostiamo l’autoscatto, per evitare l’effetto mosso dovuto alla pressione del dito, e scattiamo la fotografia. Il risultato che otterremo, soprattutto se ci troviamo in una zona non del tutto buia, sarà simile al seguente:

Fotografia astronomica con fotocamera compatta - orione

Fotografia astronomica con fotocamera compatta - orione

Notiamo la granulosità della ripresa e il chiarore diffuso nel cielo dovuto all’illuminazione stradale.

nero

nero

L’effetto della grana è piuttosto evidente confrontando un dettaglio della fotografia in dimensione reale con un’immagine nera. Inoltre le stelle appaiono poco contrastate rispetto allo sfondo, dando l’impressione di una fotografia sbiadita e poco definita. Globalmente l’immagine non sembra particolarmente interessante.

Effetto grana

Effetto grana

A questo punto viene d’aiuto il fotoritocco, attraverso il quale, in modo molto semplice, è possibile eliminare gli artefatti dovuti alla granulosità dell’immagine e rendere lo sfondo del cielo scuro, dando al tempo stesso maggiore risalto alle stelle fotografate. Vediamo nel prossimo articolo come sia possibile ottenere questi effetti in modo molto semplice con GIMP.